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L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy
 
 
Il presunto assassino
 
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Chi era

 

Lee Harvey Oswald?

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Lee Oswald nacque a Slidell, in Louisiana, il 18 ottobre 1939. Suo padre Robert Edward Lee Oswald morì prima che egli nascesse, e sua madre, Marguerite Claverie, lo allevò insieme con gli altri due fratelli; il consanguineo Robert e il fratellastro John Pic, nato da un precedente matrimonio di Marguerite.

Lee visse con la sua famiglia un'infanzia molto itinerante, tanto che, prima di compiere 18 anni, aveva cambiato casa ben 22 volte e frequentato 12 diverse scuole, per lo più nei dintorni di New Orleans e di Dallas. La mancanza di un padre, il carattere possessivo della madre e uno stile di vita senza fissa dimora, sicuramente influirono negativamente sulla formazione della sua personalità. A scuola non combina molto ma sembra essere un voracissimo lettore, e si dice che dall'età di quindici anni dimostrasse un particolare interesse per il marxismo.

Nonostante l’evidente contraddizione ideologica, nell’ottobre del 1956, una settimana prima del diciassettesimo compleanno, Lee si arruola nei Marines. Questo fatto di per sé legittima il sospetto che i presunti problemi psichici del ragazzo fossero solo un’esagerazione necessaria a coloro che lo avrebbero incriminato per l’assassinio del Presidente. E forse anche l’interesse di Oswald per il marxismo non era altro che un elemento funzionale alla messinscena dei suoi probabili manipolatori.

Oswald fu addestrato come operatore radar, e la sua prima destinazione fu la base del Marine Corps Air Station El Toro di Irvine, in California. In seguito fu mandato in Giappone, alla base aerea di Atsugi, da dove partivano i voli spia degli U2 sul territorio dell’Unione Sovietica. Secondo Gary Powers, il pilota che fu abbattuto durante uno di quelle missioni, era stato proprio Oswald a rivelare ai russi i codici militari senza i quali non sarebbe stato possibile l’intercettamento del suo aereo. Stranamente Oswald fu sottoposto anche ad esami di russo, sebbene la conoscenza di quella lingua non fosse necessaria ai militari con la sua specializzazione.

Nell’ottobre del 1959, con la scusa di dover accudire la madre ammalata, Oswald ottenne il congedo dai Marines, e dopo aver trascorso un solo giorno con sua mamma, partì alla volta dell’Unione Sovietica. Raggiunse l’Inghilterra in nave, forse Helsinki in aereo, ed infine arrivò a Mosca in treno. Come avesse fatto Oswald a pagarsi un viaggio il cui costo non era certamente nelle sue possibilità, rimane una delle tante questioni irrisolte, e una delle prime ragioni per cui si sospettò che Oswald potesse essere in missione come agente spia degli Stati Uniti.

Poco dopo il suo arrivo in Russia, Oswald si presentò all’ambasciata statunitense a Mosca ed espresse la sua intenzione di rinunciare alla cittadinanza americana. Come conseguenza di questo fatto il Dipartimento della Marina Militare cambiò il giudizio sul servizio militare svolto da Oswald, da “onorevole” a “indesiderabile”.

Comunque le cose in Russia non sembrava andassero male. Fu assunto, a Minsk, in una fabbrica di radio e televisioni che produceva anche componenti elettronici per uso spaziale, e gli fu messo a disposizione un appartamento completamente arredato in un prestigioso edificio, oltre alla concessione di numerosi altri privilegi. 

Agli inizi del 1961, a una festa da ballo, Lee conobbe Marina Prusakova, una diciannovenne studentessa originaria di Leningrado, che viveva a Minsk con gli zii a causa della separazione dei suoi genitori. Circa un mese e mezzo dopo il loro incontro, Lee e Marina si sposarono, e molto presto la giovane moglie sarebbe rimasta incinta. 

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Dopo la nascita della figlia June, Oswald decise di ritornare in America, e cominciò una lunga trafila burocratica per la concessione dei permessi necessari al rientro negli Stati Uniti. Il 25 dicembre 1961 i sovietici concessero i visti di uscita, ma solo nel giugno dell’anno successivo il Dipartimento di Stato americano permetteva ad Oswald e alla sua famiglia, dopo aver prestato loro i soldi per il viaggio, di partire alla volta di New York. Arrivata negli Stati Uniti la famiglia Oswald si stabilì nell'area di Dallas – Fort Worth, dove iniziò a frequentare la comunità degli emigrati russi, i quali, pur tollerando appena Lee Oswald, mostrarono grande disponibilità ed affetto nei confronti della loro connazionale Marina Prusakova, che sembrava alquanto smarrita in un paese completamente diverso dal suo e di cui non conosceva la lingua.

Inoltre la situazione economica della famiglia Oswald non era affatto florida, e quindi l’aiuto degli amici russi di Marina si rivelò particolarmente utile e gradito.

L’unico esponente della comunità russa a mostrare interesse nei confronti di Lee Oswald fu il colto e ricco George De Mohrenschildt, geologo del petrolio, la cui condizione economico-sociale faceva si che l’amicizia con il disoccupato Lee apparisse alquanto inconsueta. De Mohrenschildt, che aveva certamente avuto rapporti con la CIA, morirà suicida nel 1978, dopo essere stato contattato da un investigatore dell’HSCA, la seconda inchiesta ufficiale sulla morte di JFK.

Marina, intanto, faceva amicizia con i coniugi Paine, la Quacchera Ruth e suo marito Michael. E anche in questo caso non manca qualche curioso dettaglio. Infatti, nell’ambito dell’inchiesta Warren, quasi tutta la documentazione relativa ai coniugi Paine fu classificata “Top Secret”, per motivi di sicurezza nazionale.

A Dallas Oswald lavorò tre mesi alla Leslie Welding Company e sei mesi alla Jaggars-Chiles-Stovall, dove, sembra, fu licenziato per inefficienza, disattenzione e cattivi rapporti con i colleghi. A questo punto Oswald decide di tornare nella sua città natale, New Orleans, dove arrivò la mattina del 25 aprile 1963, dopo aver sistemato temporaneamente la famiglia dai Paine.

Lee fu assunto alla Reilly Coffee Company, e solo allora la famiglia poté ricongiungersi, grazie anche a Ruth Paine che accompagnò Marina e la piccola June a New Orleans. Marina, intanto, era in attesa del secondo figlio.

Durante i successivi quattro mesi di permanenza a New Orleans, Oswald, tra le altre cose, si dedicò, in quanto membro di un fantomatico comitato pro-Castro, alla distribuzione di volantini a favore di Cuba. In quello stesso periodo, però, Oswald aveva tentato di infiltrarsi in un gruppo di esiliati cubani incontrando Carlos Bringuier, un delegato dell’organizzazione degli studenti cubani anticastristi. Quando lo stesso Bringuier, in compagnia di due amici, vide Oswald distribuire i volantini pro-Castro ne nacque una rissa, dopo la quale furono tutti arrestati. Oswald chiese di parlare con l’agente speciale John Quiegly dell’FBI, il quale poi distrusse gli appunti del colloquio, e in seguito Oswald fu rilasciato su cauzione.
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Il comportamento provocatorio di Oswald non rientrava certo in una genuina e legittima rappresentazione delle proprie idee politiche, ma piuttosto evidenziava un modo di fare tipico di un agente provocatore. Comunque quella che alcuni testimoni definirono una finta rissa, procurò a Oswald un pò di celebrità, tanto che fu invitato a partecipare a una trasmissione radiofonica, durante la quale si confrontò politicamente proprio con Carlos Bringuier. Certo è che Oswald, non si sa quanto volontariamente, si stava costruendo pubblicamente quell'immagine da convinto comunista che sarebbe poi stata sfruttata abilmente da coloro che lo avrebbero additato come responsabile unico della morte di John Kennedy.

Verso la fine del settembre '63 Oswald si divise momentaneamente dalla sua famiglia, lasciando ancora una volta sua moglie, ormai prossima al parto, e sua figlia June, a casa dei Paine a Irving, vicino Dallas. Lee si attardò ancora qualche giorno a New Orleans, ma quello sarà l’inizio di un breve periodo in cui i suoi movimenti e le sue frequentazioni saranno oggetto di infinite controversie. Ufficialmente Oswald si sarebbe recato in Messico, alle ambasciate sovietica e cubana, in cerca di un visto per Cuba, ma esistono testimonianze e indizi vari che contraddicono le ricostruzioni della Commissione Warren a proposito di quel presunto viaggio.

Agli inizi di ottobre Oswald riappare a Dallas. Nella città texana, non si sa con quali soldi, alloggia in camere affittate, mentre Marina, i cui rapporti con Lee sono in crisi a causa della vita instabile e misteriosa del marito, continua a vivere a casa di Ruth Paine. Quest’ultima informa Oswald della possibilità di un lavoro presso un deposito di libri di Dallas, e il 15 ottobre, dopo un colloquio con il direttore Roy Truly, Oswald viene assunto al Texas School Book Depository, lavorandovi fino al 22 novembre, giorno in cui una finestra di quel deposito sarà indicata come fonte degli spari che avevano messo fine alla vita del Presidente Jonh F. Kennedy.

Ma anche la vita di Lee Harvey Oswald non sarebbe durata ancora per molto.

 

Giuseppe Sabatino

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