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L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy
 
 
L'alibi di Oswald
 

L'incontro con il poliziotto Baker

mb
 
Il fatto che il poliziotto Marrion Baker vide Lee Harvey Oswald al secondo piano del Texas School Book Depository (TSBD) meno di 90 secondi dopo l’assassinio di Kennedy, è  prova che Oswald non fu colpevole della morte del Presidente.

Baker dichiarò di aver visto Oswald appena all'interno della porta del pianerottolo che conduceva alla sala mensa del secondo piano, e precisamente di aver intravisto il presunto assassino attraverso la piccola finestra di quella porta. Ma poiché Baker si limitò a parlare di una fugace visione attraverso quel vetro, e non dichiarò mai di aver visto Oswald oltrepassare la porta del pianerottolo, se la sua testimonianza su questo punto cruciale corrispondesse esattamente a ciò che egli vide quel giorno, allora Oswald non si trovava al sesto piano del deposito mentre era in corso la sparatoria, e quindi non fu lui ad uccidere John Kennedy.

Per cominciare, vediamo come la Commissione Warren descrive le azioni di Baker immediatamente successive all`inizio della sparatoria:

“Quando risuonarono gli spari, un poliziotto in moto, Marrion L. Baker, stava seguendo il corteo ad una distanza di diverse auto dietro quella del Presidente. Aveva già svoltato a destra da Main Street su Houston Street, e si trovava a circa 65 metri dall`incrocio con Elm Street quando sentì uno sparo. Avendo di recente preso parte a una caccia al cervo, Baker fu certo si trattasse di un fucile ad alto potenziale. Guardò in su davanti a lui e vide dei piccioni volar via dal tetto del deposito dei libri. Baker si portò velocemente nei pressi dell`edificio, smontò dalla motocicletta, e dopo aver scrutato la zona alla sua sinistra si fece strada tra gli spettatori in direzione dell`entrata. Lì incontrò il direttore del deposito, Roy Truly, che si offrì per guidare Baker all`interno del deposito. I due corsero verso gli ascensori sul retro, e dopo aver velocemente compreso che erano bloccati ai piani superiori, si lanciarono su per le scale”.

Come ho già spiegato e mostrato in un'apposita pagina del sito, il cameraman Malcolm Couch riprese involontariamente i movimenti del poliziotto Baker subito dopo che quest`ultimo aveva parcheggiato la moto  e si era diretto di corsa verso l'ingresso del deposito dei libri.

Couch testimonierà alla CW di aver sentito il collega Bob Jackson, che era in auto con lui, urlare di aver visto un fucile a una finestra del Book Depository, e che dopo aver guardato egli stesso in su verso quella finestra, aveva visto qualcosa, che poteva essere la canna del fucile, ritrarsi e scomparire dietro il davanzale. Secondo Couch, mentre questo avveniva, l'auto su cui viaggiava si trovava a pochi metri dalla svolta su Elm Street, e fu proprio in quei momenti che egli cominciò a filmare. E infatti, le immagini iniziali del suo film ci mostrano la folla davanti al TSBD proprio mentre l’auto sta effettuando la svolta su Elm Street. Ma ci mostrano anche il poliziotto Baker che impiega non più di 5 secondi per arrivare all’ingresso del Book Depository partendo dal punto in cui ha parcheggiato la sua motocicletta.

Basandoci, dunque, sulla importantissima testimonianza di Couch, che coincide e si integra perfettamente con quella di Roy Truly, possiamo essere certi che il poliziotto Baker giunse sull’ingresso del deposito non più di 15 secondi dopo la fine della sparatoria. Truly, infatti, dichiarò di aver visto Baker correre verso il deposito solo pochi istanti dopo l’ultimo sparo.

A questo punto al poliziotto restano da percorrere una trentina di metri della diagonale del deposito, e salire una rampa di scale.

Teniamo presente che Baker, guidato dal direttore Truly, percorse quel tragitto correndo, anche se perse qualche secondo nella vana attesa degli ascensori che erano bloccati ai piani superiori. Comunque, considerando i circa 30 metri del primo piano e una ventina di gradini per arrivare al secondo, e ricordandoci soprattutto che la velocità di Baker all'interno del deposito non poteva che essere simile a quella che vediamo nel film di Couch, siamo più che ragionevolmente portati a concludere che il poliziotto non impiegò più di 15 secondi per coprire la distanza di cui sopra.

Siamo arrivati a un totale di 30 secondi dal momento in cui Baker smontò dalla moto. I difensori del Rapporto Warren affermano che Baker perse del tempo a guardarsi intorno dopo aver parcheggiato la motocicletta, che si fermò qualche momento sulla porta del deposito per chiedere di qualcuno che lo guidasse all'interno dello stesso, e che perse ulteriore tempo davanti agli ascensori prima di capire che non sarebbero arrivati. Queste obiezioni sono ragionevoli entro ben definiti limiti, ma credere che quelle brevi pause di Baker possano corrispondere in totale a più di altri 15-20 secondi, significa voler ignorare le testimonianze dei diretti interessati.

Siamo arrivati a un totale di 50 secondi, che rappresentano i 2/3 del tempo minimo di 75 secondi che Baker impiegò durante le simulazioni effettuate dalla Commissione Warren. Quelle ricostruzioni non tennero conto del film di Couch, e quindi della reale velocità dei movimenti di Baker durante la sua azione.

E veniamo a Oswald.  Prima, però, va fatta una doverosa premessa.

Tre dipendenti di colore del deposito assistettero al corteo dal quinto piano dell’edificio, e precisamente dalle finestre dell’angolo sud-est, cioè proprio sotto la postazione del presunto assassino. Uno di essi testimoniò di aver sentito i bossoli cadere sul pavimento e il rumore causato del ricaricamento del fucile. Il pavimento del sesto piano era costituito di sole assi di legno, che costituivano contemporaneamente il soffitto del piano inferiore. Uno di quei tre testimoni di colore dichiarò che tra le fessure di quelle assi si poteva intravedere il piano superiore, e viceversa.

Tutti e tre quei testimoni (Williams, Jarman e Norman) dichiararono di non aver udito dei passi al piano di sopra dopo la fine della sparatoria.

A questo punto, dato che il quinto e il sesto piano erano divisi dai soli pochi centimetri delle assi di legno, sarebbe difficile comprendere come i testimoni avrebbero potuto non sentire dei passi se il presunto assassino si fosse mosso velocemente sopra le loro teste. La conclusione più ovvia, quindi, è che l'uomo del sesto piano non corse affatto, e siccome Oswald non aveva il fiatone quando si trovò al cospetto di Baker e Truly, ma apparve calmo e rilassato, bisogna anche dedurne che in nessun momento del suo presunto tragitto dal sesto al secondo piano egli si mosse velocemente.

E va dato atto alla Commissione Warren che la ricostruzione dei movimenti di Oswald tenne conto di questi fattori, anche se l’accuratezza del presunto assassino, nel nascondere il fucile, fu troppo velocemente simulata nel corso di quelle ricostruzioni.

Comunque, dalle due prove relative ai movimenti di Oswald risultò un tempo medio di 76 secondi. Se considerassimo questo tempo, e quello minimo di Baker (75), Oswald avrebbe un alibi, visto che sarebbe arrivato nella sala mensa un secondo dopo il poliziotto.

E se anche tenessimo per buona la media delle due ricostruzioni relative ai movimenti di Baker, avremmo per il poliziotto un tempo di 83 secondi, quindi solo 7 secondi di ritardo rispetto a quello di Oswald. Ma alla luce della fretta con la quale si mosse il poliziotto Baker, il cui passo veloce è inequivocabilmente documentato dalle immagini del film di Malcolm Couch,  è assolutamente impensabile che, per coprire una cinquantina di metri e salire pochi gradini, Baker avesse potuto impiegare quasi un minuto e mezzo.

Fate una prova cercando di simulare il passo di Baker, e vi renderete conto che il tutto non durerà più di 30 secondi. E se pure volessimo esagerare aggiungendone altri 30 per coprire le brevi pause della corsa di Baker, saremmo sempre e comunque abbondantemente sotto il tempo impiegato da Oswald. Inoltre, il tempo di quelle ricostruzioni fu scorrettamente cronometrato fino all’arrivo nella sala mensa, ma la simulazione dei movimenti di Baker avrebbe dovuto essere interrotta appena questi giunse sul pianerottolo del secondo piano, cioè nel primo momento utile all’avvistamento del presunto assassino, mentre per Oswald il cronometro doveva essere fermato appena egli fosse scomparso dietro il piccolo vetro della porta, cioè una volta fuori dalla visuale di chi si trovava a sbucare sul pianerottolo provenendo dal primo piano. Basterebbe solo questa considerazione per azzerare completamente i presunti 7 secondi di differenza tra i tempi medi di Oswald e Baker.

Insomma, Oswald non poteva arrivare prima di Baker. Ergo, Oswald non sparò a Kennedy.

Ma a dimostrare che l'incontro con Baker rappresenta un alibi inattaccabile per Lee Oswald non sono soltanto i tempi, ma anche la logica e la dinamica dei movimenti di Baker, nonché quella dei presunti, ma a questo punto virtuali, movimenti di Oswald. Fondamentale, poi, fu la partecipazione a quell’evento del direttore del deposito Roy Truly, la cui successiva testimonianza escluse alcune ipotesi che avrebbero potuto avallare l'eventualità che Oswald fosse realmente sceso dal sesto piano.

Quelle qui sotto sono immagini del pianerottolo del secondo piano sul lato nord-ovest del Texas School Book Depository.

 

pianerottolo
pianerottolo2

 

A sinistra vediamo gli accessi alla tromba delle scale, da cui sbucarono Baker proveniente dal primo piano, e, presumibilmente, Oswald proveniente dal sesto. Entrambi si trovarono di fronte la porta che vediamo nell’immagine a destra. Quella porta, che aveva un piccolo vetro nella parte superiore, si richiudeva automaticamente, grazie probabilmente ad un congegno a molla.

Quando Baker giunse sul pianerottolo si guardò intorno, e immediatamente dopo vide attraverso il vetro della porta qualcosa che si muoveva in direzione opposta alla sua. Varcò la porta, e subito alla sua sinistra si trovò di fronte questo scenario,

 

mensa

 

con Oswald che dandogli le spalle si trovava più o meno all'altezza del distributore di bibite. A quel punto, puntandogli la pistola, Baker chiese ad Oswald chi fosse, ma ancora prima che quest'ultimo potesse rispondere giunse il direttore Truly che tranquillizzò il poliziotto, dicendogli che si trattava di un dipendente del deposito. Subito dopo Baker e Truly ripresero la loro corsa verso i piani superiori.

Ma analizziamo nel dettaglio quei momenti, partendo proprio dalle valutazioni del Rapporto Warren, in riferimento alla possibilità che pure Oswald avesse appena oltrepassato la porta del pianerottolo che conduceva nella sala mensa:

“Poiché la piccola porta dell’atrio si trova a poche decine di centimetri dalla porta della sala mensa, l’uomo (Oswald) doveva aver oltrepassato la porta dell’atrio solo un secondo o due prima che Baker arrivasse in cima alla tromba delle scale. Inoltre egli (Oswald) doveva aver varcato la porta dell’atrio prima che Truly sbucasse sul pianerottolo, dato che quest’ultimo non lo vide” (WCR 151)

Ma la Commissione non spiegò mai come Oswald avrebbe potuto superare quella porta senza essere visto da Truly, e contemporaneamente facendo in modo da essere scorto da Baker. Infatti, se Oswald avesse varcato la porta dell’atrio prima che Truly fosse giunto sul pianerottolo, avrebbe avuto sufficiente tempo per fare quei pochi passi che lo avrebbero condotto all’interno della sala mensa e portato fuori dalla visuale di Baker, e quest’ultimo non avrebbe potuto vederlo una volta  arrivato in cima alle scale.

 

Qui sotto vediamo la porta dell’atrio ripresa dall’interno della mensa

mensa

 

E, d’altra parte, se Oswald avesse oltrepassato quella porta solo un secondo o due prima di Baker, non si capisce come Truly avrebbe potuto non vederlo, visto che precedeva il poliziotto proprio di un paio di secondi.

E’ incredibile il fatto che la CW sia giunta alla conclusione che Oswald era appena sceso dal sesto piano, quando si dimostra incapace di provare il modo in cui Oswald possa averlo effettivamente fatto. Anzi, questo è solo uno dei tanti casi in cui il Rapporto Warren riesce clamorosamente a smentire se stesso.

I sostenitori della CW ipotizzano che Oswald si nascose nella sala mensa dopo aver sentito che qualcuno stava salendo le scale. Ma, a parte il fatto che ciò non risolverebbe le incongruenze che ho appena esposto, è difficile credere che Oswald, per evitare problemi, potesse andare ad imbucarsi nella sala mensa, quando, girando a destra della porta sul pianerottolo, si sarebbe messo al sicuro dalla vista acuta di Baker, facendo convenientemente in anticipo quello che avrebbe comunque fatto dopo, e cioè uscire dal deposito dalla porta principale.

Invece vogliono farci credere che Oswald, dopo aver ammazzato il suo Presidente, riesce a fingersi calmo e rilassato agli occhi di Baker e Truly, e in seguito, per festeggiare la performance da attore nato, decide di bersi una coca-cola.

Sarà, ma io sono convinto che l’episodio dell’incontro con Baker rappresenti una pietra miliare dell’innocenza di Oswald, e, allo stesso tempo, che la falsa interpretazione di quel fatto sia il migliore esempio del fallimento della Commissione Warren, e cioè di quell'inchiesta che, invece, aveva il compito e il dovere di scoprire e riferire la verità sull’assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

  

Giuseppe Sabatino

 

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