| Le dubbie evidenze |
| L’impronta palmare? | ![]() |
Il tenente J. C. Day, l’uomo che affermò di aver scoperto, e rilevato, l’impronta del palmo della mano destra di Oswald sulla canna del fucile Mannlicher-Carcano, non fu appropriatamente interrogato dalla Commissione Warren. Anni dopo venne alla luce, da un memorandum interno, che la Commissione sospettava del modo in cui quell’impronta era stata ottenuta. Quando apparve davanti alla Commissione, Carl Day fu soggetto a un interrogatorio a dir poco sterile ed eccessivamente amichevole. In seguito agli sviluppi dell’indagine, nel momento in cui si cominciò a venire a capo dei dubbi riguardanti l’impronta palmare, il consigliere capo Lee Rankin ordinò all’FBI di chiedere ulteriori informazioni al tenente della polizia di Dallas, ma Day rifiutò di fare una dichiarazione giurata circa il trattamento e la gestione dell’impronta. Ecco di seguito alcune delle questioni che la Commissione non esaminò, e ancor meno risolse:
Circa due settimane prima che la Commissione completasse il suo Rapporto, proprio l’agente Drain interrogò il tenente Day sulla faccenda dell’impronta palmare, e l’FBI mandò alla Commissione Warren un riassunto di quel colloquio. Non risulta che Day protestò contro Drain facendo notare di avergli parlato dell’impronta la notte del 22 novembre, e il rifiuto del poliziotto di firmare una dichiarazione giurata contribuisce notevolmente a generare sospetti sulla reale esistenza di quell’impronta palmare sulla canna del Mannlicher-Carcano. Il giorno 1 settembre 1964, la Commissione scrisse all’FBI richiedendo ulteriori informazioni sull’impronta palmare. Edgar Hoover replicò affermando che la copia dell’impronta era stata confrontata con il fucile dell’assassinio, e i periti dei laboratori dell’FBI avevano positivamente identificato l’impronta come proveniente dal presunto fucile di Oswald. Questa conclusione era basata sul confronto tra le irregolarità presenti sulla superficie del metallo della canna, e tracce di irregolarità presenti sulla copia dell’impronta. L’autenticazione non fu confermata ed avvalorata da una firma su una dichiarazione giurata, ma via posta, e non vi fu alcuna indagine volta a stabilire se quelle irregolarità fossero state sovrapposte sulla copia dell'impronta. Una persona che maneggia un fucile curva la sua mano intorno alla canna. Questa curva avrebbe come conseguenza un’impronta marcatamente diversa da quella ottenuta con la mano in posizione piatta. Niente, della deposizione di Sebastian Latona, indica che la copia dell’impronta palmare avesse qualche caratteristica riconducibile a un’impronta di una mano curvata. Al contrario, Latona trovò che l’impronta palmare presumibilmente trovata sul fucile di Oswald era compatibile con l’impronta di una mano in posizione piatta. La sera del 24 novembre, un team di agenti dell’FBI visitò l’obitorio dove si trovava il cadavere di Oswald. Questo fatto fu riportato dai giornali locali, e in seguito la circostanza fu confermata dal direttore dell’obitorio, Paul Groody, che era presente quando arrivarono gli agenti. Groody disse che gli agenti presero alcune impronte delle mani di Oswald. Perché l’FBI aveva bisogno di altre impronte, quando la polizia di Dallas ne possedeva in abbondanza? Lo stesso Vincent Drain, in un’intervista privata, affermò di non avere idea del perché di quell’ulteriore prelievo di impronte. Perché nessun documento riferisce di questa operazione dell’FBI sul cadavere di Oswald? Ma esiste un’interrogativo fondamentale che alimenta forti dubbi sull’origine di quell’impronta palmare. Poiché la prima volta che la polizia di Dallas parlò dell’impronta fu nel pomeriggio di domenica 24 novembre, e cioè alcune ore dopo la morte di Oswald, quale sarebbe il motivo per cui una notizia così importante era stata data con tale inspiegabile ed ingiustificabile ritardo, quando la polizia di Dallas era alla disperata ricerca di una prova che collegasse Oswald all’assassinio di Kennedy?
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