Indice Successivo Precedente Altri articoli Forum
 
 
jfk home
L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy
 
 
Le omissioni della Commissione Warren
 

Spettrografia soppressa

(da “Presunto colpevole” di Howard Roffman)

 

In ultima analisi, la Commissione Warren aveva tre pezzi di prova concreta, o presunta tale, che collegavano Lee Harvey Oswald all’assassinio del presidente Kennedy:

  1. Un fucile acquistato da Oswald e tre cartucce vuote sparate da quel fucile furono trovati al sesto piano del deposito dei libri.
  2. Un proiettile quasi intero che era stato sparato dal fucile di Oswald fu trovato al Parkland Hospital, dopo essere caduto da una barella.
  3. Due frammenti di proiettile, o proiettili, che erano stati sparati dal fucile di Oswald, furono recuperati sul sedile anteriore della limousine presidenziale.

Eppure, non c’è nulla in queste prove che dimostri l’utilizzazione del fucile di Oswald nella sparatoria, e se anche fosse, niente dimostra che fu Oswlad ad utilizzarlo. L’errore totale della Commissione riguardo al collegamento del Mannlicher-Carcano con la sparatoria è il seguente:

un proiettile e dei frammenti riconducibili a questo fucile furono trovati fuori dai corpi delle vittime. Pezzi di metallo non collegabili ad alcun particolare fucile furono trovati all’interno dei corpi. Il Rapporto Warren, semplicemente, presume la legittimità dei campioni trovati esternamente e lavora sull’assunto che essi, in qualche momento, erano stati all’interno dei corpi e, quindi, coinvolti nella sparatoria.

Ovviamente, i proiettili trovati fuori dai corpi erano interamente prove indiziarie, e sebbene essi potessero essere collegati a un particolare fucile, il punto in cui furono trovati non li collegava a una particolare vittima. Non importa quanto vicino alle vittime, o alla scena del crimine, questi proiettili furono trovati,  l’importante è il fatto che essi erano fuori dai corpi. La loro vicinanza alle vittime non dimostra automaticamente che essi erano stati all’interno dei corpi. Se il reperto 399, la pallottola quasi integra trovata al Parkland, fosse stata rimossa dal corpo di Connally, si sarebbe potuto concludere che quel proiettile aveva provocato le ferite del governatore. Similmente, se gli identificabili frammenti di proiettile trovati sul sedile anteriore della limousine fossero, invece, stati localizzati nella ferita alla testa di JFK, noi avremmo la prova che il colpo fatale era stato esploso dal fucile di Oswald.

C’era un facile e conclusivo modo per determinare se i campioni di proiettile trovati all’esterno dei corpi erano mai stati all’interno delle vittime e, quindi, provare, o meno, il fatto che il fucile di Oswald fosse stato utilizzato nella sparatoria. Questa prova conclusiva è data dalla comparazione spettrografica fatta tra la composizione dei metalli del proiettile trovato all’esterno delle vittime, e un pezzettino di metallo rimosso dalle vittime stesse.

La spettrografia è una scienza esatta. Nell’analisi spettrografica, la sostanza testata viene irradiata in modo che tutti gli elementi di cui è composta emettono una spettro distinto. Questi spettri vengono registrati su una pellicola ed analizzati, sia qualitativamente, determinando esattamente quali elementi compongono la sostanza in questione, e quantitativamente, per determinare la percentuale di questi elementi. Attraverso queste analisi due sostanze possono essere comparate nei minimi dettagli, fornendo anche le percentuali dei più piccoli costituenti.

L’analisi chimica comparativa qual è la spettrografia, era da lungo tempo uno strumento vitale nella risoluzione dei crimini. Di seguito sono illustrati alcuni casi che dimostrano la validità di questi test:

  • Un proiettile deformato con qualche traccia di metallo bianco aderente ad esso, fu trovato sulla scena di una sparatoria, dove la potenziale vittima non era, comunque, rimasta ferita. Il metallo bianco che inizialmente si pensò fosse nichel, il che avrebbe indicato un proiettile rivestito di nichel, in seguito al test si scoprì trattarsi di frammenti dell’argento di un portasigarette trapassato dalla pallottola. I proiettili delle cartucce prese al sospetto sparatore furono analizzate e si trovò una differente composizione rispetto alla pallottola utilizzata nella sparatoria e, di conseguenza, il presunto colpevole fu scagionato.
  • In un altro caso, un uomo evitò la condanna  grazie alla diversità di composizione riscontrata nell’analisi comparativa tra un proiettile rimosso dall’uomo ferito e i proiettili delle cartucce sequestrate in casa del sospetto. Il primo conteneva tracce di antimonio, ma non di stagno, mentre i secondi contenevano una larga quantità di stagno.
  • Un guardiano notturno sparò ad alcune persone non identificate che stavano fuggendo dalla scena di una rapina, ma tutti riuscirono a dileguarsi. Il sangue ritrovato sulla scena il giorno seguente indicò che una persona era stata colpita  e successivamente fu arrestato un uomo con una ferita in una gamba, della quale non dava plausibili spiegazioni. La spettrografia dimostrò che i frammenti di piombo rimossi dalla ferita non erano compatibili, in composizione, con i proiettili utilizzati dal guardiano notturno, e di conseguenza l’uomo sospettato della rapina fu rilasciato. Le impurità presenti nel piombo erano le stesse in ogni cartuccia, ed erano costituiti principalmente di antimonio, mentre i frammenti della ferita ne contenevano molto meno.

I proiettili identificabili e i frammenti trovati fuori dai corpi delle vittime sono i presunti campioni nell’assassinio del presidente. I minuscoli pezzi di metallo trovati all’interno dei corpi sono, in realtà, i campioni di verifica. Tutti questi campioni furono soggetti all’analisi spettrografica.

I risultati di queste analisi contenevano le risposte certe al problema che era di centrale importanza nella questione della colpevolezza di Oswald:

i proiettili del fucile di Oswald produssero le ferite delle vittime?

I requisiti dell’analisi spettrografica, ai fini di una identica composizione, sono rigorosi: se lo stesso elemento non è presente nella stessa percentuale significa che l’origine dei campioni testati è diversa. Alcune delle principali comparazioni che sarebbero state necessarie nel caso della morte di Kennedy sono le seguenti:

  1. La Commissione evidentemente credeva che i due grossi frammenti di proiettile (uno contenente parte del nucleo di piombo) trovati sul sedile anteriore dell’auto e riconducibili al fucile di Oswald, appartenevano al proiettile che provocò la ferita alla testa di JFK. Due pezzi di piombo furono estratti dalla testa del presidente. Questi frammenti potevano essere comparati con quelli rinvenuti nella limousine, che contenevano piombo. Se fosse stata riscontrata anche la più piccola differenza in composizione, allora bisognava concludere che i frammenti dell’auto non avevano causato la ferita alla testa.
  2. La Commissione credeva che i due frammenti dell’auto erano parti di una stessa pallottola. L’analisi spettrografica avrebbe potuto dimostrarlo.
  3. Tracce di rame furono trovate sui buchi di proiettile nel retro della giacca e della camicia del presidente. Poiché la Commissione credeva che il reperto 399 aveva attraversato il collo di Kennedy, i residui di rame sui vestiti potevano essere comparati con il rivestimento di rame del reperto 399. Eventuali diversità di composizione tra i due campioni di rame avrebbero messo fuori gioco il proiettile 399.
  4. La Commissione credeva che 399 ferì il governatore Connally. I frammenti di piombo rimossi dal polso di Connally potevano essere confrontati con il nucleo di piombo di 399. Anche in questo caso il test comparativo avrebbe potuto dirci se 399 era stato responsabile delle ferite di Connally. E magari confermare le convinzioni della Commissione.
  5. Il piombo estratto dal polso del governatore poteva essere comparato con quello dei frammenti identificabili dell’auto, per determinare se questi potevano aver causato le ferite di Connally, nell’eventualità che 399 non ne fosse responsabile. In questo caso sarebbe stato possibile dimostrare l’associazione del fucile di Oswald con le ferite, e magari scoprire “l’innocenza” del reperto 399.
  6. I residui di piombo trovati nelle crepe del parabrezza colpito avrebbero potuto essere confrontati con i frammenti estratti dai due corpi e con i frammenti dell’auto, nel tentativo di determinare quale sparo aveva causato il danno al parabrezza.
  7. La composizione di piombo e rame di 399 poteva essere comparata a quella dei frammenti identificabili trovati nella limousine, per stabilire se tutti questi campioni erano stati originati dalla stessa partita di metallo.

Il governo aveva la possibilità di provare o confutare le sue teorie. Non è arroganza presumere che, se l’analisi spettrografica avesse fornito l’incontrovertibile prova della validità del Rapporto Warren, la relativa documentazione sarebbe stata pubblicata, allo scopo di eliminare tutte le controversie e i dubbi che avevano caratterizzato le conclusioni dell’inchiesta ufficiale.

Ma i risultati delle analisi spettrografiche non furono mai verbalizzati dalla Commissione; non esiste alcuna indicazione che la Commissione li abbia mai richiesti; non sono nei reperti e nemmeno nei documenti non pubblicati della Commissione; nessuna testimonianza di esperti, riguardante i test, fu mai addotta; a tutt’oggi, il Dipartimento di Giustizia nega ai ricercatori i risultati di quelle analisi.

Il 23 novembre 1963, il direttore dell’FBI, Edgar Hoover, spedì un rapporto al capo della polizia di Dallas, Jesse Curry, in cui erano riassunti i risultati delle analisi di laboratorio condotte dall’FBI, incluse le analisi spettrografiche (vedi 24H262-64). In riferimento alla composizione, Hoover disse solo che il rivestimento dei campioni trovati erano di una lega di rame, mentre i nuclei e gli altri pezzi erano di piombo. L’elemento miscelato al rame per ottenere una lega non fu mai menzionato. E’ del tutto improbabile che gli altri campioni erano composti solamente di piombo, poiché il piombo impiegato in quasi tutti i moderni proiettili è miscelato con piccole quantità di antimonio, bismuto e arsenico.

L’unica analisi citata in questo rapporto è insignificante:

“Il piombo dei reperti Q4 e Q5 (frammenti estratti dalla testa di Kennedy), Q9 (frammenti estratti dal polso di Connally), Q14 (tre pezzi di piombo trovati sotto il sedile anteriore sinistro della limousine) e Q15 (frammento raschiato dal parabrezza), è simile al nucleo del frammento di proiettile (Q2) trovato sopra il sedile anteriore”.

Il fatto che due campioni sono simili in composizione è insignificante in termini di precisi dati raccolti attraverso un’analisi spettrografica. La determinazione esatta, cioè “identico” o “non identico”, è regolarmente evitata. Elusa allo stesso modo è la comparazione tra il reperto 399 e i frammenti di metallo rimossi dal polso di Connally. La Commissione non cercò effettivamente  testimonianze concernenti le analisi spettrografiche, e quando in qualche modo affrontò l’argomento pose le domande sbagliate alle persone sbagliate. L’esperto balistico dell’FBI, Robert Frazier, fu interrogato riguardo a queste analisi il 13 maggio 1964. Disse alla Commissione e ad Arlen Specter, il suo interrogante, che gli esami spettrografici erano stati eseguiti dall’esperto John Gallagher (5H67-69). Frazier, accettato dalla Commissione solo come qualificato testimone sulle armi da fuoco, non era un esperto spettrografo. Il suo campo era la balistica e l’identificazione delle armi, e sebbene egli poteva aver integrato le sue conclusioni con quelle di altri campi, non era qualificato in spettrografia, che implica la conoscenza della fisica e della chimica. Gallagher, l’esperto, può essere definito il “più evitato testimone della Commissione”. La sua testimonianza, l’ultima dell’intera inchiesta, consiste in una deposizione presenziata da uno stenografo e da un membro dello staff legale, fornita una settimana prima che il Rapporto fosse sottoposto al presidente Johnson. Non gli fu posta una sola domanda che riguardasse le analisi spettrografiche (vedi 15H746).

Sia Specter che i membri della Commissione sapevano che Frazier non era qualificato per testimoniare sulle analisi spettrografiche; Frazier dichiarò nella sua testimonianza:

 

Mr. Specter: - Era parte del suo lavoro analizzare i proiettili e i frammenti di proiettile trovati nella limousine presidenziale?

Mr. Frazier: - Si, ad eccezione dell’analisi spettrografica della composizione (5H68).

 

Frazier aggiunse, “Io non so effettivamente se si attendono da me i risultati delle analisi, o no” (5H59). Se questa dichiarazione non chiarisce bene il fatto che Frazier non fosse preparato per testimoniare sulle analisi, una successiva non lascia dubbi. “Gli esami sono stati eseguiti dallo spettrografo John Gallagher, ed io non ho i risultati degli esami qui”(5H67). Se Frazier, quando apparve davanti alla Commissione, non aveva il rapporto con i risultati dei test, non c’era modo per garantire che la sua testimonianza rivelasse con precisione i risultati delle analisi, indipendentemente che fosse o meno un esperto in spettrografia. Inoltre, le conoscenze di Frazier sulle analisi spettrografiche erano di seconda mano; egli era consapevole dei risultati dei test perché Gallager “mi sottopose il suo rapporto” (5H69). Quindi, poiché Frazier non aveva giocato nessun ruolo nella conduzione delle analisi, la sua unica qualifica per darne testimonianza era il fatto che egli aveva letto un rapporto. E poiché il rapporto sui test non faceva parte dei documenti pubblici, non abbiamo modo di determinare se Frazier relazionò con precisione sui risultati delle analisi, o se il rapporto su cui si basava la sua testimonianza fosse completo e soddisfacente.

Comunque, se esaminiamo esattamente le specifiche dichiarazioni di Frazier sulle analisi spettrografiche, appare chiaro che la sua testimonianza a riguardo è incompleta e insignificante. Frazier parlò essenzialmente della stessa comparazione a cui si era riferito Hoover nella sua lettera a Jesse Curry, ripetendo l’insignificante risultato secondo cui i campioni testati erano simili in composizione metallica (5H67-69-73-74). Quando l’esatta composizione è stata determinata fino alle più minuscole quantità e la successiva comparazione può condurre a conclusive e significative risposte, non esiste ragione legittima per accettare testimonianze che parlino di semplici similitudini in composizione. Comunque, poiché Frazier non era qualificato a testimoniare sui risultati delle analisi spettrografiche e i relativi rapporti non erano disponibili, le sue dichiarazioni a questo riguardo sono assolutamente prive di valore.

 

Frazier testimoniò al processo di New Orleans contro Clay Shaw. Quando gli fu chiesto circa alcune similitudini nella composizione dei vari campioni balistici, egli replicò: - “Essi avevano tutti la stessa composizione metallica, almeno in riferimento al nucleo di piombo e alle altre porzioni di piombo di questi oggetti”.

Questa risposta conduce a due deduzioni. Primo, Frazier esclude specificatamente le porzioni di rame dei campioni. Se questo era dovuto al fatto che i campioni di rame non corrispondevano in composizione, allora una parte del Rapporto Warren è falsa. E secondo, la descrizione di Frazier su una stessa composizione di piombo è ambigua. Cosa è la “stessa”, gli elementi della composizione o la percentuale degli elementi?

Ulteriori domande del procuratore Oser chiariscono questa ambiguità.

Mr. Oser: - E’ corretto dire che c’è una somiglianza nella composizione metallica, o essi erano identici?

Mr. Frazier: - “La composizione era identica in quanto a elementi metallici”.

Qui Frazier non lascia dubbi sul fatto che i campioni di piombo erano costituiti dagli stessi elementi. Se però egli, più di una volta, precisa che gli elementi erano identici senza mai riferirsi alla loro percentuale, viene da pensare che la quantità di questi elementi nei vari campioni non era la stessa, e di conseguenza ciò invaliderebbe le conclusioni del Rapporto Warren.

Se il fallimento della Commissione nel produrre le analisi spettrografiche era non più che un’evidente sbadataggine, il rimedio sarebbe stato semplice. Il governo doveva solo rendere pubblici quei tests. I risultati di quelle analisi non contengono quel sangue che avrebbe potuto rendere di cattivo gusto la pubblicazione delle foto dell’autopsia. Essi non possono essere dannosi alle persone viventi come potrebbero esserlo altri documenti non resi pubblici. Non possono minacciare la nostra sicurezza nazionale. Essi sono semplicemente una collezione di dati altamente scientifici che potrebbero supportare o distruggere le conclusioni ufficiali sull’assassinio.

Harold Weisberg, il primo ricercatore che comprese il significato dei tests spettrografici, ha combattuto numerose battaglie, anche in tribunale, contro il governo. Ma i suoi tentativi di ottenere il rilascio  delle analisi spettrografiche sono stati, purtroppo, vani.

L’omissione di quei documenti dai reperti ufficiali dell’inchiesta e i successivi e continui rifiuti del governo al rilascio dei risultati delle analisi spettrografiche, non ci lasciano molto fiduciosi sul fatto che essi potessero confermare le conclusioni della Commissione Warren.

 

(traduzione di Giuseppe Sabatino)

 

home
Indice Successivo Precedente Altri articoli Forum